Villa Redenta
Villa Redenta , è sicuramente uno dei più bei complessi architettonici di Spoleto , sorge alle porte della città, lungo la Via Flaminia, vicino alla Porta S. Gregorio.

La prima notizia della villa risale al 1603: il “perpulchurum palatium” di Gerolamo Martorelli, esponente di una delle più antiche famiglie spoletine, estinta nel XVIII secolo. La loro ultima discendente, Costanza, trasmise con il matrimonio il nome e i beni ai marchesi Loccatelli di Cesena. A loro si deve gran parte della configurazione attuale, effettuata in due riprese. La prima per volere di Bonifacio, a quale si debbono gli interventi pienamente settecenteschi; la seconda ad opera di Fabrizio, fratello di Angelo Maria, vescovo di Spoleto dal 1772 al 1812, che la rinnovò completamente tra la fine del Settecento e il primo Ottocento. Infatti, quando nel 1805 vi ospitò Pio VII, reduce da Parigi, il palazzo risultava “doviziosamente rinnovato”. Il Papa già nel 1800 era disceso “a prender riposo e ristoro nel palazzo della villa Loccatelli”, che nel 1872 aveva in precedenza ospitato Pio VI. Per ricordare queste visite, l’atrio della villa fu ornato di ritratti marmorei a bassorilievo dei due Pontefici, eseguiti da Giuseppe Angelici (1742-1811) e da Vincenzo Pacetti (1746-1820). La villa messa all’asta nel 1823 fu acquistata per quattromila scudi da Francesco Marignoli, che l’anno seguente la rivendette al Papa Leone XII; ma pochi anni più tardi tornò di nuovo in possesso alla famiglia Marignoli. Per questo motivo la nobile dimora, fino ad allora conosciuta con il nome di “ I Casini”, prese l’appellativo di “Redenta”. La famiglia Marignoli la tenne fino al 1957 quando venne acquistata dai Frati .Minori Conventuali che, intendendo farne la sede del Collegio Missionario Sant’Antonio, riadattarono la ex scuderia e la dependance a loro residenza e convitto. Nel 1973, infine, la villa è stata acquistata dall’amministrazione provinciale di Perugia, che ha aperto il parco al pubblico.
Nel 2004, dopo un completo restauro, la villa è stata consegnata alla Fondazione Villa Redenta , della quale fanno parte la Provincia di Perugia e il Comune di Spoleto.

Lo splendido parco conserva ancora oggi, nonostante le trasformazioni subite nel corso degli anni, un eccezionale valore culturale ed ambientale. Il patrimonio arboreo ed arbustivo si configura come un'associazione costituita da leccio, alloro e bosso a cui si aggiungono altre specie autoctone come l'orniello, l'acero campestre, la roverella, il carpino nero, l'olmo, il corniolo ed altre immesse per la costruzione del sito, quali il tiglio, le conifere ed alcune specie esotiche.

Sulla sinistra di Villa Redenta c'è il giardino segreto che è ricompreso fra la cappella e l'altra facciata simmetrica in adiacenza della limonaia ed è separato dal resto del parco da una balaustra in pietra.

Tra tante curiosità anche una meridiana detta anche "a tangente", una delle poche esistenti in Europa al di fuori di una chiesa. Completa l’insieme la coffee house, in stile tardo rococò, con affreschi e stucchi che allietarono gli ospiti dei marchesi, tra cui anche due pontefici: Pio VI nel 1782 e Pio VII nel 1805. Ritratti marmorei di entrambi i pontefici decoravano infatti l’atrio della villa, mentre la nobiltà locale attraversava il passaggio tra Rivoluzione e Restaurazione.
 

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